POESIA CONTEMPORANEA – LE STAGIONI

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Foglie d’autunno si appoggiavano sul viale

Stagioni

facevano un rumore assordante

vivevo in un castello dalle grandi sale

tremavo al pensiero d’essere troppo abbondante.

Mangiavo, bevevo, dormivo e piangevo

urlavo, cantavo, dipingevo e ridevo.

birra, poi vino poi lussurie di ogni genere

bacco tabacco e venere riducono l’uomo in cenere.

Era inverno.

Colsi un fiore, fu primavera

rimasi a sentire la natura che si risvegliava

il ronzio delle api la natura che si colora

pensavo all’estate che pian piano arrivava.

oh che caldo oh che afa

la metrica qui l’ho proprio pensata

non c’è sesso e non c’è inganno

l’amore vivo e passionale si fa tutto l’anno.

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