MAURITS CORNELIUS ESCHER

7 Condivisioni

Scale che non hanno inizio né fine, uccelli in volo che si fondono come il giorno e la notte, mondi impossibili che sembrano partoriti da un sogno. Osservare le opere di Maurits Cornelis Escher significa intraprendere un viaggio lungo i confini dello spazio, in una realtà che esiste in qualche anfratto profondo della nostra mente e quando viene a galla ci costringe a porci degli interrogativi su ciò che è vero e ciò che è solo apparenza.

Maurits Cornelis Escher

Escher si dedicò sempre di più alle cosiddette “visioni interiori”, come amava definirle l’artista. Introdusse la ripartizione regolare della superficie piana secondo motivi realistici, ispirata ai mosaici moreschi. Ne nacquero complessi disegni dove ritroviamo ripetute figure di animali, uccelli o pesci, ma anche rettili.

Escher inoltre si servì di forme geometriche che frequentemente furono alla base di stampe di un’estrema raffinatezza tecnica. Qui Escher diede il meglio di sé creando le illusioni spaziali, le metamorfosi e le serie infinite. La componente bizzarra, che aumentò dal 1940, fece avvicinare Escher al surrealismo, se proprio ci fosse la necessità di mettere un’etichetta. Abbiamo in mente tutti le sue vedute di strani edifici immaginari nei quali l’artista fece uso delle illusioni ottiche. Ad esempio per realizzare scale che sembrano scendere e salire allo stesso tempo. Queste opere interessarono molto matematici e psicologi che si occupavano di percezione visiva.

Ecco una carrellata delle sue litografie più famose!

Maurits Cornelis EscherVincolo d’unione, 1956
Maurits Cornelis EscherMano con sfera riflettente, 1935
Maurits Cornelis EscherMani che si disegnano, 1948
metamorfosi escher
Maurits Cornelis Escher, Metamorfosi I, 1937
Maurits Cornelis Escher, Relatività, 1953
7 Condivisioni