arte contemporanea FANTASMINO

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FANTASMINO”, 40X50, acrilico su tela, 2011 – Collezione Privata –

Il colore soprattutto,

forse ancor più del disegno,

è una liberazione.

(Henri-Emile Matisse)

Questa opera rientra nel periodo in cui l’artista sgocciola grandi quantità di acrilico sulla tela inclinando il supporto. La tecnica “Dripping”, sperimentata per la prima volta dal surrealista ebreo Max Ernst e successivamente resa celebre dall’artista americano Jackson Pollock.

Andrea crea forme cromatiche e nettamente atonali, nauseabonde. La non mescolanza dei colori genera, nel quadro, la figura immaginaria. Agli occhi del fruitore vi è un piccolo spettro che arde, brucia che si consuma e si scioglie. Frontalmente il quadro ricorda L’Urlo (1893) di Edvard Munch custodito a Oslo e trasmette la stessa inquietudine espressiva e lo stesso disagio esistenziale; nel Fantasmino l’esistenza è vista come il conflitto di due forze opposte: vita e morte, solitudine e amore, distruzione e generazione. Il quadro sembra diviso a metà anche per l’uso di colori freddi nella parte sinistra e caldi nella parte destra. Vi è una netta dicotomia tra l’uso del soggetto in bianco e nero e l’utilizzo massiccio di colori accesi; i due cerchi colorati in opposizione dello spettro gli donano la vita. L’idea delle macchie colorate che prendono significato è ispirata dalle famose tavole di Rorschach, strumento di analisi utilizzato da psichiatri e psicologi per mettere in luce eventuali disturbi di personalità e i meccanismi di funzionamento psichico. La tela non è completamente riempita di colore, ci sono infatti zone in cui non è stata dipinta di proposito per evitare che il soggetto del quadro venisse vanificato. L’artista si libera con il colore di oppressione e angoscia manifestandoli sulla tela, di contro, per snervare a quest’ansia intitola l’opera “Fantasmino” addicendosi ad una dimensione giocosa, consapevole dei fantasmi che sono presenti nella mente e frutti di fantasie non aderenti alla realtà, presenti nei sogni di tutti sotto forma di incubi.

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